Rafting

Eccoci qui, io e i miei amici, pronti ad avventurarci giù per un torrente impetuoso muniti soltanto di un gommone, pagaie, caschetti di protezione e giubbotti da salvataggio.
“Siete pronti ?” grida l’istruttore... e via...il gommone inizia a scivolare e prende velocità, ma il bello (o brutto?!) è che ci sono pietre ovunque e, in teoria, bisognerebbe evitarle.

La concentrazione è al massimo; dobbiamo mantenere una traiettoria il più possibile stabile, cercando di spostarci con l’aiuto delle pagaie (e dei nostri muscoli) un po' a destra, un po' a sinistra, quel tanto che basta per evitare gli ostacoli offerti dalla natura. Dopo pochi minuti ci rendiamo conto di quanto siamo stati incoscienti, ma...è troppo tardi !
“Siamo nel punto più impegnativo della nostra discesa", dice l’istruttore: “fate forza con quelle pagaie ! Dobbiamo girare !” Avanti !!!
Due disperati si sbilanciano, arrivano spruzzi di acqua gelata da tutte le parti, ma è una sfida ed è obbligatorio vincere !
Adesso il tempo passa ma non ce ne accorgiamo più...ci siamo abituati ai sobbalzi, ai movimenti
bruschi; ad un tratto il flusso dell’acqua si calma, eccoci alla meta...di già..!?

Mentre ci togliamo l’attrezzatura ci dicono che il nostro percorso era uno dei più facili, ma non ci interessa !
Ci sentiamo lo stesso gasatissimi...!!!
Il nostro commento ? Consigliamo questa cura a tutti quei poveretti che, come noi, vivono rinchiusi in una giungla d’asfalto e si ammalano di isterismo cronico !
I rischi?
Praticamente pochissimi...
L’emozione ?
Assicurata !!